Il nostro paese s’interroga spesso su quali siano le ragioni per cui rimane sempre imbrigliato in uno scenario di recessione, nonostante gli sforzi fatti dal governo e dai cittadini per far “ripartire l’economia”. Una risposta hanno provato a darla Roger Abravanel e Luca D’Agnese

Abravanel e D’Agnese hanno pubblicato per Garzanti un saggio dal titolo “Italia, cresci o esci”. I due autori del testo sono stati entrambi consulenti della società McKinsey ed hanno provato a capire perché l’Italia fatica a crescere.

Hanno già dato qualche elemento in più per conoscere il contesto del Belpaese attraverso i libri “Meritocrazia” e “Regole”, ma evidentemente lo scenario descritto non era sufficiente all’interpretazione dell’attuale panorama di crisi economica.

Il punto fondamentale è la considerazione dell’immobilità italica che va avanti da circa 10 anni e che dipende da un’incapacità del management e del settore industriale in genere, di transitare in modo sereno dal panorama industriale a quello post industriale.

Adesso il retaggio industriale italiano, legato alle esperienze e alle realtà nate cinquant’anni addietro, non possono tenere il passo della società in cui le fabbriche vecchio stile stanno lasciando il posto all’industria dei servizi. Ad accrescere il disagio economico del paese, il fatto che molto del nostro PIL è nelle mani di piccole e medie imprese.