La Cgia di Mestre ha elaborato i dati raccolti grazie ad un’indagine svolta sui bilanci delle famiglie italiane realizzata dalla Banca d’Italia e ha cercato di capire chi beneficerà dell’abolizione della Tasi sulla prima casa. Secondo la Cgia di Mestre, a risparmiare dovrebbe essere il 78 per cento delle famiglia italiane, soprattutto quelle residenti nelle Regioni Molise e Sardegna.

Le categorie di lavoratori che dovrebbero beneficiare dell’abolizione della Tasi vengono poi individuate soprattutto fra i dirigenti (l’85,3 per cento di essi è proprietaria di prima abitazione), imprenditori e liberi professionisti (il 76,9 per cento) e quella dei pensionati 76 per cento. Seguono poi nella classifica gli impiegati, gli autonomi, i disoccupato e gli operai. A tutte queste percentuali bisognerà ovviamente sottrarre coloro che la Tasi continueranno a pagarla, ossia i proprietari di immobili di lusso.

Per quanto riguarda i dati a livello territoriale, questi sono disponibili grazie alle rilevazioni dell’Istat. Grazie ad esse sappiamo che a beneficiare maggiormente dell’abolizione della Tasi dovrebbero essere i contribuenti che risiedono in queste Regioni: Sardegna e Molise, in cui il 77 per cento dei cittadini ha casa di proprietà, cui seguono a ruota Friuli Venezia Giulia, Marche, Veneto. Per quanto riguarda invece Liguria, Valle d’Aosta e Campania, qui l’incidenza di coloro che possiedono una casa di proprietà è inferiore.

I dati evidenziati dalla Cgia di Mestre rilevano dunque che in Italia l’82,6 per cento dei proprietari di prima casa hanno un capofamiglia pensionato, operaio, impiegato o disoccupato. Guardando invece al titolo di godimento dell’immobile in cui si risiede, le famiglie professionali più interessate sono quelle dei dirigenti.