Il governo Letta qualche giorno fa ha annunciato in pompa magna che il finanziamento pubblico ai partiti sarà completamente abolito a partire dall’anno del Signore 2017. Lo schema prevede una riduzione dei “rimborsi elettorali” del 25% nel 2014, che diventerà 50% nel 2015, e 75% nel 2016.

Come spiega Lavoce.info, la situazione reale è ben diversa. I partiti continueranno a pesare sui contribuenti italiani, e il loro costo probabilmente sarà di poco inferiore a quello attuale. Finora i partiti costavano – direttamente – qualcosa come 91 milioni di euro l’anno: 63,7 per le spese elettorali, e 27,3 milioni erogati come cofinanziamento – è il 50% di quanto ricevuto come quote associative e finanziamenti da parte di persone fisiche o enti.

Una marea di soldi che supera di gran lunga le spese: basti pensare che nell’ultima legislatura, il finanziamento pubblico si è attestato sui 503 milioni di euro a fronte di spese accertate di circa 110…  E a queste cifre bisogna aggiungere il credito d’imposta: il 26% delle erogazioni liberali ai partiti erano detraibili.

Con la riforma, i partiti riceveranno soldi attraverso il 2 per mille. E le somme così raccolte saranno a carico di tutti i contribuenti. Se da Tizio lo Stato raccoglieva prima 1.000 euro di tasse per pagare sanità e pensioni, e ora lui destina un euro a un partito, tutti i contribuenti dovranno pagare 1 euro di tasse in più per continuare ad avere gli stessi servizi sanitari e pensioni.

Attraverso questa fonte si potranno raccogliere al massimo 45 milioni dal 2017. Seguendo l’esperienza dell’8 per mille si può ipotizzare che molti contribuenti eserciteranno questa scelta, per cui il gettito del 2 per mille potrebbe essere di una trentina di milioni.

Le detrazioni per le erogazioni liberali invece potranno essere al massimo di 16 milioni – si parte dal 2016. A questo punto. Le possibili entrate dei partiti a carico nostro finirebbero per essere al massimo pari a 61 milioni di euro… C’ è poi un meccanismo molto complicato, che in caso le elargizioni liberali non arrivino a 16 milioni, venga aumentata la cifra complessivamente distribuibile attraverso il 2 per mille a 61 milioni di euro.

E quindi potenzialmente il nuovo sistema ci potrebbe costare anche una settantina di miliardi contro i 91 attuali…

photo credit: Alessandro Capotondi via photopincc