L’abolizione di fatto del segreto bancario decretata con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sottoscritto lunedì dal direttore Attilio Befera introduce nell’ordinamento nazionale una serie di controlli del tutto rivoluzionari per il nostro Paese.
Se fino ad oggi il Fisco aveva accesso soltanto ai dati identificativi del conto corrente, alle date circa l’accensione o la cessazione dello stesso e poteva richiedere ulteriori informazioni solo dopo l’avvio di un accertamento formale a carico di un contribuente specifico, ora invece potrà conoscere per ogni singolo rapporto finanziario esistente anche i saldi iniziali e finali dell’anno, gli importi totali delle movimentazioni distinte in dare e avere e anche tutti i dati riferiti ai conti deposito titoli e obbligazioni, ai buoni fruttiferi, ai contratti relativi alla gestione di risparmio e patrimonio, l’importo totale degli acquisti con la carta di credito, le ricariche per le prepagate, il numero di accessi alle cassette di sicurezza, gli incrementi di valore o i riscatti relativi alle polizze assicurative e gli acquisti e le vendite di oro.

I dati saranno gestiti da un nuovo canale telematico di trasmissione, il Sistema di interscambio flussi dati, al quale dovrà registrarsi ogni singolo operatore finanziario: incrociando questi con quanto riportato dalle dichiarazioni dei redditi l’Agenzia delle Entrate dovrà poi compilare delle liste di contribuenti che potranno essere sottoposte a controlli quando si verificherà uno scostamento rilevante. Befera ha parlato di uno scostamento-soglia del 20%, come già previsto per il Redditometro.
Restano esclusi dai controlli, per ora, i dati relativi ai conti sui quali sono transitati i capitali illecitamente detenuti all’estero e sanati fra il 2001 e il 2010 grazie ai ripetuti scudi fiscali introdotti sotto vari nomi negli ultimi 15 anni. Ma la questione, assicurano dall’Agenzia, sarà affrontata con un successivo provvedimento.

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