E’ arrivato finalmente il testo definitivo del decreto con cui il governo Renzi vuole assicurare i famigerati 80 euro ai lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 26.000 euro. Il testo conferma quasi tutte le anticipazioni circolate in questi giorni – e ci sono pure alcune novità. Restano esclusi i pensionati. Finiscono nella stessa categoria anche i compensi per l’attività da libero professionista intramuraria dei dipendenti del Servizio sanitario nazionale,  le indennità ed ogni forma di emolumento corrisposto dallo Stato o da un ente locale nell’esercizio di pubbliche funzioni (nella categoria rientrano anche i parlamentari europei).

Rispetto alle indicazioni precedenti restano fuori dal bonus i possessori di redditi compresi tra 26 e 28.000 euro. Il testo poi, non indica un valore mensile, ma un valore annuo di 640 euro, riferito all’intero periodo di imposta. I lavoratori più fortunati si troveranno effettivamente 80 euro in più in busta paga, ma solo perché il riconoscimento di tale credito dovrebbe iniziare dal mese di maggio, e quindi dividerà il credito annuale nelle otto mensilità residue – e 640:8= 80 euro.

Il credito Irpef verrà corrisposto anche da chi si trova in aspettativa senza retribuzione. Visto che è su base annuale, se un lavoratore è stato assunto ad aprile avrà diritto ai 9/12 dei 640 euro, ovvero 480 euro che dovranno essere suddivisi in nove rate per 53,33 euro.

Dipende anche da come si comporteranno i software che calcolano le paghe, e quindi potremmo trovarci a ricevere 80 euro e a dicembre potremmo ricevere di meno o trovarci a restituire qualcosa… Il calcolo su base annua potrebbe portare a conguagli anche nel caso di rapporto che finisce prima della fine dell’anno: per esempio se ho lavorato dall’inizio dell’anno ma il mio contratto si chiude nel mese di ottobre, in questo mese dovrei ricevere un bonus di 133,33 euro e non più di 80 (foto by Infophoto).

Non parliamo poi delle complicazioni legate a chi ha più redditi, di cui almeno uno è da lavoratore dipendente. Sarebbe opportuno che l’Agenzia delle Entrate pubblicasse quanto prima una precisazione per gestire questa situazione…