Nel 730 precompilato dell’anno prossimo i dipendenti ed i pensionati potrebbero non trovare tra i dati precompilati anche quelli relativi alle spese sanitarie sostenute nel 2015. Il problema è che i medici considerano troppo pesanti gli adempimenti previsti per i medici e potrebbero arrivare a bloccare o almeno a rallentare la trasmissione dei dati al sistema tessera sanitaria – e l’associazione dentisti italiani ha deciso di impugnare al Tar il decreto ministeriale sull’invio delle spese.

Di  cosa si lamentano medici e dentisti? La trasmissione dei dati sulle loro fatture al sistema tessera sanitaria rappresenta secondo Giuseppe Renzo, presidente della commissione albo odontoiatri della federazione nazionale (Fnomceo) “una duplicazione delle informazioni che già trasmettiamo con lo spesometro” – e trasmettere dati non è a costo zero. Un altro aspetto che preoccupa queste due categorie sono le sanzioni previste in caso di “omessa, tardiva o errata trasmissione“: si pagheranno 100 euro per ogni mancato o erroneo invio e si potrebbe rischiare di pagare fino a 50.000 euro - su questo tema bisogna anche aggiungere che le sanzioni entreranno in vigore solo nel 2017.

La Fnomceo dovrebbe anche disobbedire ad alcuni degli adempimenti ad essa imposti. Come quelli relativi all’invio dei dati dei singoli professionisti – che comunque sono consultabili online. Si dovrebbero comportare in modo analogo gli ordini provinciali, che non rilasceranno, come prevedevano i decreti attuativi, ai professionisti le credenziali di accesso al sistema tessera sanitaria. Come racconta ancora Giuseppe Renzo “Gli Ordini non svolgeranno alcun ruolo nel rilascio dei codici del sistema e diciamo basta a provvedimenti imposti ‘a fatto compiuto’, senza la consultazione della Federazione“.

Sugli adempimenti è critica anche l’Andi, l’associazione nazionale dentisti italiani. Come spiega il presidente Gianfranco Prada  “la maggior parte dei nostri iscritti non ha le strutture informatiche necessarie per trasmettere i dati al sistema tessera sanitaria: investiamo su apparecchiature mediche, non su computer. Se lo Stato pretende che i dentisti si occupino di questi adempimenti burocratici dovrebbe almeno prevedere incentivi fiscali per l’acquisto dei pc“. Le sanzioni e l’aggravio di adempimenti e costi ha spinto l’Andi ad impugnare il decreto ministeriale sulla trasmissione dei dati al Tar Lazio.