Il rigo E1 del 730 precompilato riguarda le detrazioni più comuni per i contribuenti italiani, le spese sanitarie, nella casella 1 bisogna indicare le spese per le patologie esenti – ovvero per alcune malattie e condizioni patologiche per le quali il Servizio Sanitario Nazionale ha riconosciuto l’esenzione dal ticket per certe prestazioni sanitarie. Per questo tipo di spese c’è un’agevolazione che consiste nella possibilità di non perdere la parte di detrazione che non ha trovato capienza nell’Irpef pagata dal contribuente.

Nel rigo E2 vanno indicate le spese sanitarie sostenuta nell’interesse di un familiare non fiscalmente a carico affetto da patologie esenti la cui detrazione non ha trovato capienza nell’imposta lorda da questi dovuta. Nel rigo E4 è il turno della spesa per l’acquisto di un auto per persone con disabilità – il limite di spesa detraibile è di 18.075,99 euro. Scendendo ancora un po’ si arriva al rigo E7, dove vanno indicati gli oneri accessori, gli interessi passivi e le quote di rivalutazione di mutui ipotecari contratti per l’acquisto dell’abitazione principale – non si può detrarre più di un mutuo e l’importo massimo detraibile è di 4.000 euro.

Nella sezione II del quadro E bisogna indicare gli oneri deducibili. Un esempio è rappresentato dai contributi previdenziali e assistenziali – rigo E21 -, categoria in cui rientrano i contributi agricoli unificati versati all’Inps – Gestione ex Scau –; i contributi versati per l’assicurazione obbligatoria Inail contro gli infortuni domestici (c.d. assicurazione casalinghe); – i contributi previdenziali e assistenziali versati facoltativamente all’ente pensionistico di appartenenza. E poi ci sono gli assegni corrisposti all’ex-coniuge – rigo E22 -, e le spese di assistenza specifica per le persone con disabilità.

Nella sezione III bisogna indicare tutte le unità immobiliari per cui sono stati fatti degli interventi di ristrutturazione. Per ogni anno e ogni immobile bisogna compilare un rigo – se non bastano i righi bisogna usare dei modelli aggiuntivi. Per prima cosa bisogna indicare l’anno in cui sono state sostenute le spese, mentre la casella successiva bisogna riempirla solo se le spese sono state sostenute nel 2006 o nel 2012, oppure riguardano interventi relativi all’adozione di misure antisismiche nel 2013 o nel 2014. Se ci troviamo in uno di questi casi bisogna scrivere uno dei seguenti codici: 1 (spese relative a fatture emesse dal 1° gennaio al 30 settembre 2006); 2 (spese relative a fatture emesse dal 1° ottobre al 31 dicembre 2006 o in data antecedente al 1° gennaio 2006 e spese sostenute dal 1° gennaio al 25 giugno 2012); 3 (spese sostenute dal 26 giugno al 31 dicembre 2012; 4 (spese sostenute dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2014 per interventi antisismici.

La sezione IV riguarda gli interventi di risparmio energetico. Rispetto alla sezione III la differenza principale è rappresentata dalla colonna 1 dove bisogna indicare il tipo di intervento, che può essere: 1 (interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti); 2 (interventi sull’involucro degli edifici esistenti); 3 (installazione di pannelli solari); 4 (sostituzione di impianti di climatizzazione invernale).