Il quadro D del modello 730 precompilato comprende due sezioni – uno per i redditi di capitale, lavoro autonomo e redditi diversi, l’altro per i redditi soggetti a tassazione separata. Nel rigo D1 bisogna inserire gli utili – e i proventi ad essi equiparati – corrisposti da società di capitali o enti commerciali, che hanno prodotto un documento di certificazione degli utili (Cupe) o altro documento equivalente. Nella casella 1 bisogna indicare uno dei seguenti codici: 1 (imprese residenti in Italia o in Stati con regime fiscale non privilegiato prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007); 

2 (imprese residenti in Stati con regime fiscale privilegiato);
 
3 (imprese residenti in Stati che hanno un regime fiscale privilegiato, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati); 

4 (imprese residenti in Stati con regime fiscale privilegiato prodotti fino all’esercizio che comprende il 31 dicembre 2007, per i quali è stato rilasciato parere favorevole dall’Agenzia delle Entrate);
 
5 (imprese residenti in Italia o in Stati che hanno un regime fiscale non privilegiato prodotti a nati a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007); 

6 (imprese residenti in Stati con regime fiscale privilegiato prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, per i quali è stato rilasciato parere favorevole dall’Agenzia delle Entrate a seguito di interpello.

Nella casella 2 va indicato il 40% della somma indicata nella certificazione degli utili ai punti 28, 30, 32 e 34 – sempre che nella casella 1 sia stato indicato il codice 1 o 4; 
il 49,72% se ho indicato il  codice 5 o 6; 
il 100% se sono stati riportati i codici 2 o 3. Nella casella 4 vanno invece indicate l’insieme delle ritenute d’acconto – le trovate al punto 38 della certificazione degli utili. Se ci sono più certificazioni bisogna sommarle assieme – eventualmente si può pensare di utilizzare più prospetti se cambiano i codici alla casella 1. Nella sezione D2 vengono indicati gli altri redditi di capitale, ovvero – e siamo alla casella 1 -: 

1 (interessi ed altri proventi derivanti da capitali dati a mutuo e da altri contratti); 

2 (rendite perpetue dovute come corrispettivo per il trasferimento di un immobile o per la cessione di un capitale;

 3 (compensi per la prestazione di garanzie personali o reali);
 
4 (redditi corrisposti da società di gestione e organismi di investimento collettivo in valori mobiliari); 

5 (altre somme percepite a titolo di interesse); 
 6 (proventi conseguiti in sostituzione dei redditi di capitale, anche per effetto della cessione dei relativi crediti, e indennità conseguite, anche in forma assicurativa);

 7 (utili che derivano da contratti di associazione in partecipazione), 

8 (redditi imputati per trasparenza dai fondi immobiliari).

 Nella casella 2 va riportato l’importo relativo alla tipologia di reddito indicato e nella casella 4 bisogna indicare l’importo complessivo delle ritenute d’acconto subite.

Nel rigo D3 vanno indicate le attività assimilate a quelle di lavoro autonomo. Nella casella 1 bisogna indicare i seguenti codici: 1 (diritti d’autore); 

2 (compensi legati all’attività di levata dei protesti esercitata dai segretari comunali); 
3 (contratti di associazione in partecipazione quando l’apporto è costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro, utili spettanti ai promotori e ai soci fondatori di società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata). 

Nella casella 2 va indicato il reddito al lordo della riduzione forfettaria prevista in riferimento alla tipologia di reddito.

Il rigo successivo riguarda i redditi diversi. Nella prima casella bisogna indicare uno di questi numeri: 

1 (vendita di terreni edificabili); 

2 (cessione di beni immobili acquistati o costruiti da meno di cinque anni); 

3 (concessione in usufrutto e sublocazione di beni immobili, locazione, noleggio o concessione in uso di beni mobili); 

4 (redditi di natura fondiaria, terreni dati in affitto per usi non agricoli); 

5 (redditi da immobili e terreni all’estero per i quali non è dovuta l’Ivie);

 6 (redditi che derivano dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno percepiti dagli eredi o da soggetti che abbiano acquistato i diritti alla loro utilizzazione);

7 (premi e indennità per filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche, attività sportive dilettantistiche e per i compensi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche); 
8 (redditi degli immobili situati all’estero non locati per i quali è dovuta l’Ivie); 9 (altri redditi). Rispetto agli altri righi c’è da rilevare che nella casella 3 va indicato l’insieme delle spese necessarie alla produzione dei redditi in questione. 
Nel rigo D5 vanno inseriti alcune attività che bisogna identificare con un codice nella casella 1, ovvero: 1 (attività commerciali non esercitate abitualmente); 
2 (lavoro autonomo non esercitato abitualmente); 
3 (assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere); 
4 (attività di noleggio occasionale di imbarcazioni e navi da diporto). 
Vanno poi indicati il reddito lordo, le spese, e le ritenute subite. 



Infine arriviamo ai redditi soggetti a tassazione separata. Non contribuiscono alla determinazione del reddito imponibile e su di loro l’Agenzia delle Entrate calcola un’aliquota media. Nel rigo D6 bisogna indicare tutti i redditi da successione esclusi quelli fondiari, d’impresa e derivanti dall’esercizio di arti e professioni. Nella casella 1 va scritto il codice 1, per utili corrisposti da imprese residenti in Italia o residenti o domiciliate in Stati o Territori a regime fiscale non privilegiato; il codice 2, in caso di utili provenienti da imprese residenti o domiciliate in Stati o Territori a regime fiscale privilegiato; il codice 3, in caso di utili e di altri proventi equiparati di natura non qualificata provenienti da imprese residenti o domiciliate in Stati o Territori a regime fiscale privilegiato, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati; il codice 4, in caso di utili e di altri proventi prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007, per i quali è stato rilasciato parere favorevole dall’Agenzia delle Entrate a seguito di interpello; il codice 5, per gli altri redditi di capitale; il codice 6, per redditi di lavoro autonomo non esercitato abitualmente; l codice 7, per redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa; il codice 8, per i redditi, derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno e di invenzioni industriali e simili; il codice 9, per i redditi derivanti dall’attività di levata di protesti esercitata dai segretari comunali; il codice 10, per gli altri redditi; il codice 11, per gli utili e gli altri proventi equiparati corrisposti da imprese residenti in Italia o in Stati a regime fiscale non privilegiato prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007; il codice 12, in caso di utili e di altri proventi prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, che andrebbero indicati con il codice 2, ma per i quali è stato rilasciato parere favorevole dall’Agenzia delle Entrate a seguito di interpello. La casella due deve essere barrata se si sceglie la tassazione ordinaria – non è sempre possibile. In quella successiva bisogna indicare l’anno di apertura della successione.

Nel rigo D7 vanno indicati gli altri redditi soggetti a tassazione separata a cui vanno collegati i seguenti codici: 

1 (stipendi arretrati corrisposti da un soggetto non obbligato ad effettuare le ritenute d’acconto); 

2 (indennità spettanti a titolo di risarcimento dei danni da perdita di redditi di lavoro dipendente e assimilati – o ancora appartenenti al quadro D -, relativi a più anni);
 
3 (somme ricevute a titolo di rimborso di imposte o oneri); 
4 (rimborso di oneri che hanno dato diritto a una detrazione); 
5 (somme conseguite a titolo di rimborso di spese di recupero del patrimonio edilizio);
 
6 (plusvalenze realizzate con la vendita di terreni edificabili); 
7 (indennità di esproprio); 

8 (redditi da capitale non soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva, , se il periodo di durata del contratto o del titolo è superiore a cinque anni).

Si può scegliere la tassazione ordinaria se si barra la casella 2 – non si può fare per gli arretrati dello stipendio. 
Nella casella 3 infine bisogna indicare un anno, che è quello in cui è sorto il diritto a percepire il reddito se ho indicato i codici 1, 2, 6, 7, 8, o quello in cui abbiamo fruito della deduzione o della detrazione se ho messo i codici 3 o 4, o ancora quello in cui sono state sostenute le spese di recupero del patrimonio edilizio in caso di codice 5.

Nella casella 4 va indicato l’importo del reddito percepito e nella 7 l’importo delle eventuali ritenute d’acconto subite.