Questa parte del 730 precompilato è riservata a chi ha un diritto reale su un immobile – compreso il diritto di abitazione. Non devono dichiarare nulla chi ha la nuda proprietà di un immobile o risiede in un’abitazione grazie ad un comodato – l’abitazione deve dichiararla il proprietario in questo caso. Vanno dichiarati anche gli immobili assegnati a soci delle cooperative edilizie. Non bisogna invece dichiarare gli immobili rurali ad uso abitativo, gli immobili completamente adibiti a sedi aperte al pubblico di musei, biblioteche, luoghi di culto (etc.), gli immobili per i quali sono state rilasciate licenze, concessioni o autorizzazioni per restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia, a patto che non siano utilizzati;  gli immobili completamente adibiti a sedi aperte al pubblico (musei, biblioteche, archivi, ecc) quando al possessore non deriva alcun reddito.

La rendita da indicare nella colonna 1 è quella indicata negli atti catastali – se non accatastati si indica la rendita presunta. Se c’è il vincolo delle belle Arti, la rendita si dimezza. Nella colonna 2 indicare uno dei seguenti codici: 1 (abitazione principale); 2 (immobile tenuto a disposizione); 3 (immobile locato in regime di libero mercato); 4 (immobile locato in regime di equo canone); 5 (pertinenze abitazione principale); 8 (locazione a canone concordato nei comuni ad alta intensità abitativa); 9 (immobile che non rientra in uno degli altri casi); 10 (immobile in uso gratuito di un familiare); 11 (immobile in parte locato ed in parte usato come abitazione principale); 12 (come il precedente solo che il canone è concordato); 14 (immobili situati in Abruzzo concessi in locazione a soggetti residenti nei territori colpiti dal terremoto dell’Aquila); 15 (come il 14 solo che gli immobili vengono concessi in comodato); 16 (reddito attribuito a società semplice imponibile ai fini Irpef); 17 (come 16 ma il reddito non è imponibile ai fini Irpef).

Nella colonna 3 bisogna indicare il numero dei giorni di possesso, mentre nella colonna 4 va indicata la quota di proprietà. Alla colonna 5 va indicato un codice che può essere: 1 (tassazione ordinaria); 2 (tassazione ordinaria nella laguna veneta); 3 (cedolare secca); 4 (immobile di interesse storico o artistico). Ad ognuno di questi codici corrisponde una percentuale del canone che viene tassata:  95 (se nella colonna prima ho indicato 1); 75 (codice 2); 100 (codice 3); 65 (codice 4). Nella colonna 6 bisogna riportare il 95% del canone annuo che risulta dal contratto di locazione se nella colonna precedente ho indicato il codice 1 – e così via. Il canone va indicato intero anche se ci sono più proprietari.

La casella 7, riguarda alcuni casi particolari – a cui corrispondono i seguenti codici -: 

1 (fabbricato distrutto o inagibile per terremoto o altra calamità); 
3 (immobile inagibile per altre cause); 
4 (locazione per la quale non sono stati percepiti affitti tali da far scattare lo sfratto per morosità); 5 (immobile posseduto in comproprietà dato in locazione ad uno o più comproprietari);
6 (immobile su cui pende la sospensione della procedura esecutiva di sfratto). Barrare alla colonna 8 se si tratta di prosecuzione del rigo precedente – accade ad esempio quando una casa a disposizione viene locata, e quindi cambia il suo uso in corso d’anno. Successivamente si tratta di indicare il codice catastale del Comune dove si trova l’unità immobiliare.

Le ultime due colonne riguardano l’opzione per la cedolare secca, e alcuni casi particolari Imu – nel secondo caso bisogna inserire come sempre dei codici: 1 (fabbricato, diverso dall’abitazione principale e relative pertinenze del tutto esente dall’Imu, o per il quale non è dovuta l’Imu per il 2014, ma assoggettato alle imposte sui redditi); 2 (abitazione principale e pertinenze per le quali è dovuta l’Imu per il 2014, come nel caso delle abitazioni di lusso); 3 (immobile ad uso abitativo non locato, assoggettato ad Imu, situato nello stesso comune nel quale si trova l’immobile adibito adabitazione principale). È necessario compilare la Sezione II per riportare gli estremi di registrazione dei contratti di locazione, quando viene applicata la cedolare secca o la riduzione del 30% per locazioni a canone concordato in città ad alta intensità abitativa.