Entro il 15 aprile, l’Agenzia delle Entrate dovrà produrre venti milioni di dichiarazioni dei redditi. Il 730 precompilato sarà però solo in versione digitale. La potrete trovare sul sito del Fisco. Per accedere al modello occorre il codice pin per i servizi telematici dell’Agenzia, che può essere richiesto sul suo sito www.agenziaentrate.gov.it, via telefono al numero 848.800.444 o presso gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate. In alternativa si può dare mandato ad un professionista abilitato o ad un Caf per prelevare il nostro 730.

A che punto siamo con l’operazione 730 precompilato? Finora sono state già trasmesse più di 100 milioni di operazioni relative ai premi assicurativi, interessi passivi sui mutui e contributi previdenziali, oltre a quasi 19 milioni di certificazioni uniche. Ovviamente il contribuente può modificare, integrare o accettare il modello e trasmetterlo al Fisco, dal 1 maggio al 7 luglio.

L’operazione può essere fatta direttamente dal proprio computer o delegare un Caf o un professionista abilitato. Se la dichiarazione viene accettata direttamente così com’è o modificata tramite un Caf o un professionista abilitato, il contribuente chiude la sua partita con il Fisco. I controlli dell’Agenzia delle Entrate in questo caso riguarderà direttamente i Caf e i professionisti ai quali i cittadini si affidano.

Proprio a causa di questo ruolo di maggiore responsabilità, il decreto ministeriale del 29 dicembre 2014 prevede una diversa modulazione dei compensi. Su questo punto Valeriano Canepari, coordinatore della consulta dei centri assistenza fiscale, ha lanciato l’allarme per l’alto rischio di frode.

Le verifiche sulle documentazioni presentate in genere avvengono tre anni dopo la compilazione delle dichiarazioni dei redditi e così diventerà difficile dimostrare se ci sia stato un errore inconsapevole o un comportamento fraudolento del contribuente che si è fatto apporre un timbro da un Caf o un professionista per evadere il fisco e far ricadere l’onere su altri. Per questo secondo Canepari, molti Caf potrebbero rifiutarsi di apporre il proprio timbro sulle dichiarazioni presentate per evitare ulteriori rischi finanziari.