Lo dice anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi: sui 20 milioni di contribuenti che potranno usufruire del 730 precompilato, solo 2,5-3 potranno usufruire della dichiarazione senza apportare modifiche. Gli altri dovranno integrare il 730 precompilato con le spese sanitarie e altri oneri detraibili non contenuti nel modello precompilato.

Visto che i modelli precompilati e accettati senza modifiche dal contribuente non saranno sottoposti a controlli ulteriori del Fisco, secondo la Fondazione nazionale dei commercialisti, molti contribuenti potrebbero decidere di accettare il 730 precompilato così com’è perché, secondo i commercialisti “molti di questi oneri detraibili sono di importo minimale e danno diritto a un risparmio che in alcuni casi non giustifica il sostenimento del costo di Caf e professionisti per la presentazione del 730“. Secondo la Cgia di Mestre si è trattato, nel 2014, di uno sconto medio per le spese mediche di 143 euro – secondo i commercialisti la cifra sarebbe più alta: 191 euro.

A scoraggiare i contribuenti sarebbero anche gli aumenti delle tariffe di Caf e commercialisti. Ora rischiano multe salate. Facile pensare che alla protezione di un’assicurazione questi soggetti affianchino anche una revisione al rialzo delle tariffe. Il risultato finale sarà, secondo Giorgio Sganga – presidente della Fondazione nazionale commercialisti “il numero zero del precompilato scoraggerà probabilmente il 50% di contribuenti – che corrisponderebbe a 6 milioni di italiani – aventi diritto a percepire le detrazioni. Per un totale di circa 1,5 miliardi di euro” risparmiati per il Fisco italiano.

Secondo il tributarista Tommaso Di Tanno, il quadro tracciato dai commercialista lascia diversi dubbi, a cominciare dal fatto che “si può ancora accedere alla dichiarazione con il metodo tradizionale, con le stesse difficoltà e gli stessi costi di prima“. Più vicino alle posizioni dei commerciali è invece Carlo Garbarino, professore di diritto tributario alla Bocconi: “I contribuenti sono incentivati a non esperire tutte le possibilità per timore di lungaggini burocratici e costi. Il precompilato è uno strano ibrido, un’innovazione incompiuta che probabilmente avrà scarsi risultati pratici“.