Stabilire un legame interpersonale fra colleghi è un’esigenza naturale ma, fra gli italiani, è una necessità significativamente più diffusa rispetto ai colleghi stranieri. Sarà per questo che più della metà degli intervistati, il 56% del campione, sarebbe disposto a ridursi lo stipendio per evitare licenziamenti di personale in esubero. Sono questi alcuni degli aspetti che emergono dal Work Monitor Randstad, lo studio condotto dalla multinazionale olandese in 32 paesi del mondo che, nel secondo trimestre 2012, ha analizzato i rapporti e le relazioni che si instaurano nei luoghi di lavoro.

La percezione della crisi

A livello globale la percentuale di persone disposte ad una riduzione del salario si attesta al 36% con punte, massime e minime, che variano a seconda della percezione nazionale della crisi economica. E così, mentre Grecia, Italia e Spagna si attestano sul 56/57%, con una punta massima dei lavoratori indiani che tocca il 71%, negli Stati Uniti solo il 22% del campione sarebbe disposto ad un sacrificio economico.

Dall’analisi del Work Monitor emerge anche che la metà degli intervistati (il 49%) è consapevole della situazione di difficoltà economica che  tocca le aziende italiane, un dato in linea con i colleghi francesi (47%) e inglesi (45%) ma sensibilmente più alto di nazioni come gli Stati Uniti (39%) o della Germania che, con il 26%, sembra essere il Paese europeo a risentire di meno delle turbolenze dei mercati.