Si parla sempre più spesso di economie emergenti, cioè di quegli stati che pur essendo parte del terzo mondo, generano comunque un fatturato molto ampio. Le ultime analisi, però, rivelano che oltre alle nazioni del Brics ci sono altre cinque economie emergenti.

Russia, Brasile, india, Cina e Sudafrica, fino a pochi giorni fa erano considerate le economie emergenti per eccellenza. La loro crescita economica è stata assolutamente esplosiva. Il fatto che avessero un’evoluzione finanziaria molto simile, spinse un banchiere della Goldman Sachs a riunirle sotto la sigla Brics.

Adesso però ci sono molte altre economie in crescita che in alcuni casi non possono essere etichettate come “paesi emergenti” ma sono destinate ad affiancarsi ai Brics.

L’Atlantic rivela che occorre tenere d’occhio il Messico, la Repubblica Democratica del Congo, il Kazakistan, la Turchia e l’Indonesia. Per quali motivi?

Il Messico è alle prese con il narcotraffico ma è anche il dodicesimo paese del mondo per PIL. Seppur colpito dalla crisi nel 2009, ha poi ripreso a crescere a ritmi del 4-5 per cento.

Il commercio minerario e lo sviluppo delle infrastrutture sanno invece la forza della Repubblica Democratica del Congo, a patto che continui questo florido periodo di stabilità politica.

Il Kazakistan invece si fa forza della sua estensione e della posizione strategica a metà strada tra Cina ed India. La crescita economica gestita dal governo centrale sembra aver promosso il paese.

La crescita finanziaria e quella del ramo costruzioni, legata allo sviluppo urbano, interessa anche la Turchia che cresce al ritmo dell’11 per cento.

Infine l’Indonesia che nell’ultimo periodo sta attirando molti investimenti stranieri e offre un panorama molto stabile dal punto di vista politico e istituzionale.