Federconsumatori e Adusbef lanciano l’allarme sul debito pubblico e chiedono alla Banca d’Italia di vendere l’oro e le riserve valutarie. Secondo le associazioni di categoria dei consumatori il conto sulle spalle di ciascun italiano del debito pubblico accumulato negli ultimi anni è di oltre 32 mila euro, mentre su ciascuna delle 22 mila famiglie italiane è di quasi 90 mila Euro (88 mila).

Le richieste delle associazioni

Le due associazioni dei consumatori sottolineano come “in un anno, da febbraio 2011 a gennaio 2012, il debito pubblico è passato da 1.875,917 a 1.935,829, con un aumento di 59,912 miliardi di euro. Pertanto, solo nell’ultimo anno, l’aumento del carico per ciascuno dei 60 milioni di residenti, neonati compresi, è stato pari a 998 euro, mentre per ciascuna famiglia l’onere è cresciuto di 2.723 euro”. Particolarmente accentuata la crescita del debito pubblico sotto il Governo Monti, aumentato al ritmo di 15,485 miliardi al mese. Nel solo mese di gennaio, il debito è aumentato di 38 miliardi di euro.

La strada per ridurre il debito pubblico, richiesta da Adusbef e Federconsumatori negli ultimi 10 anni, passa per la “vendita dell’oro e delle riserve di Bankitalia, non più necessarie a garantire la circolazione monetaria, la lotta agli sprechi ed alla corruzione, i tagli dei privilegi ovunque siano annidati, il tetto agli stipendi dei manager pubblici, la sostituzione delle auto blu in tutti i settori (nessuno escluso), con l’abbonamento ai servizi pubblici di trasporto locale e nazionale, la riduzione dei finanziamenti pubblici ai partiti”. Ulteriore proposte delle due associazioni è che almeno il 50% dei prestiti triennali di 251 miliardi di euro, che le banche hanno ricevuto dalla Bce al tasso dell’1%, siano convogliati in un fondo straordinario per ridare ossigeno alle famiglie ed alle imprese strangolate.