È stato di 1.580.220 milioni di Euro, con un aumento dell’1,7% rispetto all’anno precedente, il Pil nominale nel 2011. Considerando il dato reale, il più importante per valutare lo stato dell’economia, l’incremento è stato allo 0,4%, leggermente inferiore rispetto all’ultima stima governativa dello 0,6%. Il rapporto deficit/Pil si è assestato al -3,9%, in leggero miglioramento rispetto al -4,6 % nel 2010, mentre il debito/Pil è salito al 120,1% del Pil dal 118,7% nel 2010, il valore più alto dal 1996.

Le esportazioni hanno aiutato l’economia

La pressione fiscale è salita al 42,5% dal 42,6% del 2010, con le entrate totali al 46,6% del Pil, in linea con il 2010, e le uscite in ribasso al 50,5% dal 51,2% dell’anno precedente. L’avanzo primario si colloca sul valore più alto dal 2008 e sale all’1% a fronte di un valore pari a zero nel 2010 (rivisto da -0,1%).

Il maggiore contributo positivo alla variazione del Pil è arrivato dalla domanda estera netta (+1,4%), mentre l’apporto della domanda nazionale e della variazione delle scorte è stato negativo. Nel 2011 il deflatore del Pil è aumentato dell’1,3%, ma del 2,7% per che quel riguarda la spesa delle famiglie.

Nel 2011 la spesa per consumi finali delle famiglie residenti ha mostrato un incremento in volume dello 0,2% con variazioni più contenute rispetto a quelle registrate nel 2010 (+1,2%). A trainare i consumi è stata soprattutto la spesa per i servizi (+1,6%), mentre il consumo di beni è diminuito (-0,9%). Da segnalare è stata la flessione della spesa per i generi alimentari (-1,3%). Gli investimenti sono scesi dell’1,9% e le spese governative dello 0,9%.