Il 2010 ha visto numeri in crescita per il trasporto aereo in Italia. Secondo i dati diffusi da ISTAT, il movimento di aeromobili presso gli scali nazionali è cresciuto del 3,5% rispetto all’anno precedente, un primo recupero dopo il calo del 7,8% tra il 2007 ed il 2009, mentre i passeggeri sono aumentati del 7% e le merci e posta trasportate del 16,9%, dopo il -23,6% dei due anni precedenti.

Le compagnie italiane perdono terreno

I passeggeri dei voli di linea (7,5%) sono aumentati soprattutto sui voli internazionali (+8,6%) mentre sui voli nazionali hanno registrato un più modesto +6,2%. Addirittura in calo del 2% i passeggeri sui voli charter, con una riduzione molto consistente nel traffico nazionale (-19,7%) e decisamente meno marcata in quello internazionale (-0,7%).

Ma il 2010 è stato soprattutto caratterizzato da una nuova emorragia per le compagnie aeree italiane. La quota di passeggeri italiani che scelgono compagnie nazionali è scesa tra il 2007 e il 2010 di 14 punti percentuali, toccando il 42%. La crisi di Alitalia nel periodo di riferimento è la principale ragione dietro la perdita di terreno delle compagnie italiane. La percentuale di passeggeri che utilizza voli low cost nel 2010 rappresenta il 44% del totale, quota che scende al 30% se si considerano le linee aeree low cost italiane.

L’Italia, con una quota del trasporto europeo pari al 9,7%, si colloca al quinto posto nell’Ue per numero di passeggeri trasportati, dopo Regno Unito (16,9%), Germania (14,7%), Spagna (13,4%) e Francia (10,9%). L’aeroporto con maggiore traffico si è confermato Roma Fiumicino e la tratta Roma Fiumicino-Catania ha superato, per la prima volta, quella Milano Linate-Roma Fiumicino.