Le proteste legate alla TAV si concentrano molto sull’impatto ambientale che la linea ferroviaria Torino-Lione può avere sul versante italiano. Ma gli aspetti economici di tutto l’affare non vanno sottovalutati anche se si legano ad aspetti politici che nel nostro contesto possono essere bypassati.

Si torna a parlare della TAV e del giro d’affari legato alla realizzazione delle grandi opere dopo le dichiarazioni di Napolitano che si è recato a Torino per un incontro di celebrazione per il 150esimo dell’Unità d’Italia ma ha dichiarato di non voler incontrare i sindaci della Val di Susa.

Napolitano ha detto che il diniego non è dovuto agli impegni di palazzo che forse gli lascerebbero anche un po’ di tempo per un breve meeting, ma al fatto che non è di sua competenza il dibattito sulla Torino-Lione. Immediate le reazioni dei no Tav, memori di un tavolo di confronto avviato proprio dal Presidente della Repubblica nel 2008 sugli stessi argomenti.

Adesso però il tempo stringe, bisogna andare avanti nella realizzazione della linea ferroviaria. Lo spiega bene anche Mario Monti che per la sua fermezza ha ottenuto il plauso dell’Unione Europea. In ballo, infatti, ci sono parecchi soldi che saranno erogati in tranche.

Già venerdì, infatti, il CIPE dovrebbe sbloccare 20 milioni di compensazioni. Ricordiamo che la TAV costa circa 100 milioni di euro alla Regione Piemonte e 202 milioni di euro sono a carico dello Stato.