Segno più atteso per le Borse Usa. In assenza di dati macro gli investitori guardano all’Europa, che al momento è caratterizzata da un andamento positivo. I futures Usa si attestano tutti sopra la parità: a poco più di un’ora dall’apertura il contratto sul Dow Jones segna un +0,17%, quello sul Nasdaq un +0,29% e quello sull’S&P500 un +0,21%.
Si profila una nuova seduta all’insegna dei record per il titolo Apple. Nel pre-mercato l’azione della casa di Cupertino è segnalata in progresso dello 0,50% a 668,50 dollari. Apple appare dunque avviata ad aggiornare i record, in termini di prezzo e di capitalizzazione, che le hanno permesso ieri di divenire la società con il maggiore valore di Borsa di tutta la storia. Nel corso della seduta di ieri Apple ha raggiunto un valore di Borsa di 623 miliardi di dollari, superando di slancio il record precedente che apparteneva dal 1999 a Microsoft, giunta a valere fino a 618,9 miliardi.
Occhi puntati anche su Facebook, che cede l’1,15 nel pre-market arrivando a quotare 19,78 dollari. Ieri la società di Manlo Park ha raggiunto i nuovi minimi storici a 18,75 dollari per poi chiudere sopra quota 20 dollari per azione. Il direttore generale Peter Thiel, si è saputo, allo scadere del lock-up ha venduto ben 20 milioni delle sue azioni del valore di circa 400 milioni di dollari. Ora Thiel possiede solo circa 5,6 milioni di azioni del social network.
Tra le trimestrali presentate oggi, DSW ha battuto le stime nel Q2. Il retailer statunitense ha annunciato di aver terminato il secondo trimestre con un utile di 29,3 milioni di dollari, contro i 139,9 milioni di un anno fa. Al netto delle voci straordinarie l’utile per azione è passato da 74 a 66 centesimi, 4 centesimi in più rispetto alle attese. Meglio del previsto anche il fatturato, salito del 7,5% a 512,2 milioni (consenso 511,2 mln). Per l’intero esercizio la società stima un eps di 3,25-3,4 dollari (attese 3,28$).
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, infine, la Berkshire Hathaway del guru finanziario Warren Buffett avrebbe smesso di vendere credit default swap su 8,25 miliardi di dollari di bond municipali americani. Secondo gli analisti la decisione rifletterebbe il cattivo stato di salute del debito emesso dalle amministrazioni locali a stelle e strisce. L’autorevole testata riporta che i contratti erano stati acquistati da Lehman Brothers nel 2007.