Il governo ha sospeso 10mila nuove assunzioni nel mondo della scuola che avrebbero dovuto trovare spazio con un emendamento al decreto Semplificazioni. L’emendamento è stato bloccato dalla commissione Bilancio della Camera, ma potrebbe rientrare nel testo definitivo del decreto una volta conclusa l’opera di mediazione politica e risolto il nodo del finanziamento. E’ stato tuttavia deciso di lasciare immutato l’organico delle scuole a quello in vigore nell’anno scolastico 2011-2012. Rimarranno così 724mila cattedre per gli insegnanti e 233mila per il personale ausiliario, tecnico e amministrativo. Una buona notizia, almeno questa, per i lavoratori della scuola. Perchè viene in questo modo bloccato l’effetto dei tagli decisi nel 2008 dai ministri Gelmini e Monti.

Il nodo del finanziamento delle assunzioni

Al momento non è quindi in vista nessuna  inversione di tendenza per le assunzioni nel mondo della scuola. L’emendamento al decreto approvato in prima battuta dalle commissioni Affari costituzionali e Attività produttive della Camera prevedeva che i nuovi assunti fossero destinati alle attività di recupero, di integrazione e sostegno agli alunni disabili o con bisogni educativi speciali.

Il blocco è arrivato dalla commissione Bilancio, che ha dato parere negativo sulla copertura finanziaria dell’operazione, stimata in 350 milioni di euro l’anno. Tutto ciò anche se in un primo tempo si era ipotizzato di finanziare i nuovi posti con un aumento delle accise su alcolici e un incremento delle tasse sui giochi. Ora la palla torna alle commissini Affari costituzionali e Attività produttive, dove verrà cercata una soluzione.

Solo una volta risolto questo scoglio il decreto potrà arrivare al voto definitivo all’aula della Camera, ma non prima di domani. Il testo passerà poi al Senato dove dovrebbe essere convertito in legge entro il 27 marzo.

Il personale attualmente di servizio nella scuola supera il milione di addetti, tra questi 679mila sono docenti, 113mila supplenti.